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Cos’e il SEM – Il SEM nei settori competitivi
Nell’ultimo decennio, alcuni settori lavorativi hanno subito uno sconvolgimento nelle modalita di relazionarsi con i propri clienti


Cio e stato dovuto alla nascita e all’affermazione di multinazionali che hanno costretto le piccole realta locali a ripensarsi completamente. Il settore della ristorazione, dei viaggi turistici, della ricerca ed offerta di lavoro sono stati, ad esempio, alcuni di quelli che hanno dovuto rivalutare piu profondamente i servizi offerti e le modalita con cui essi raggiungevano i consumatori. Se in questi settori prima si rimandava, per ogni informazione, all’agenzia territoriale piu vicina, ora sono Internet, il web e i motori di ricerca ad offrire la vetrina piu importante per la vendita al cliente finale. Le figure intermediarie, come le agenzie di viaggi che si posizionavano fra la compagnia aerea e il cliente, hanno visto una fortissima contrazione nel loro fatturato. Solo alcune di esse sono riuscite a posizionarsi come punti di riferimento e veicolare quasi la maggior parte delle transazioni del loro settore. In questo caso si parla di Volagratis, eDreams, Excite e Last Minute. Tutte queste aziende sono riuscite a sfruttare la crisi delle agenzie turistiche tradizionali, utilizzando i motori di ricerca per posizionarsi come leader del loro settore, reinventando il loro lavoro e i servizi offerti, introducendo le offerte last minute e last second. Anche il settore della ricerca e della selezione del personale ha visto una profonda contrazione nel volume di contatti generati attraverso le agenzie territoriali. Monster, Kijiji e Job Search sono alcuni dei grandi attori internazionali che hanno costretto moltissime piccole aziende locali, esperte, efficaci ed efficienti nel loro lavoro, a ripensarsi o a chiudere la loro attivita.


Come rilevato da una ricerca di NetConsulting, Confcommercio e Microsoft, in Italia le imprese del terziario hanno subito Internet nei suoi indotti negativi e solo in parte sono riuscite ad utilizzare l’informatica e il web per trarne visibilita e profitto. Per le piccole e medie imprese italiane Internet infatti rappresenta una «frontiera» ancora da esplorare che viene, ancora oggi, associata solamente alla posta elettronica e al web vetrina e quasi affatto al commercio elettronico, alle campagne marketing, al social branding e alla SEO.

Sempre secondo NetConsulting, l’Italia manca di un supporto e di un investimento nelle politiche di incentivazione e di sostegno alla formazione tecnologica di queste aziende. Le imprese del terziario tendono a non investire in servizi tecnologici e l’e-commerce, sia B2B che B2C appare ancora limitato e con una penetrazione nazionale del 12%. Inoltre, l’e-commerce italiano e solo il 3% di quello generato nell’intero continente europeo.

I presupposti per rivalutare queste opportunita sono evidentissimi. Secondo una ricerca Netcomm e Contact Lab, nel 2010 il 38% della popolazione italiana crede che Internet rappresenti una fonte di guadagno e di miglioramento dell’esperienza di acquisto e di fruizione di servizi. Inoltre, si e visto che utilizzando il web non come vetrina ma come canale attivo per la fornitura di servizi, il miglioramento in termini di fatturato e addirittura del 60% a fronte di spese contenute di rinnovamento della strategia aziendale. Questi dati inoltre sono destinati a crescere nel tempo; l’utenza e infatti sempre piu propensa all’utilizzo di Internet a scapito dei canali tradizionali. «La tendenza di fondo che si rileva quindi nel settore del terziario e la mancanza di contenuto strategico dei progetti IT, che continuano a privilegiare finalita prevalentemente operative, legate al controllo di gestione e al miglioramento dell’operativita aziendale.».



Risulta ovvio il vantaggio che una PMI locale puo avere rispetto ai suoi diretti concorrenti a fronte anche di un piccolo investimento per il rinnovo della propria immagine online. Queste considerazioni sono estese a tutto il settore del terziario ma sono ancor piu forti se analizzate all’interno del settore specifico della ricerca e della selezione del personale. I canali per l’offerta e la ricerca di lavoro sono rimasti immutati nel tempo, come il contatto diretto con l’azienda, la consultazione degli annunci locali e nazionali, la partecipazione a delle fiere di settore, e cosi via. In questi anni pero sono stati gli stessi canali a lasciare i media tradizionali (telefono, giornali, volantinaggio) per abbracciare Internet attraverso le email, i siti di settore e le bacheche di annunci online. Questo settore ha probabilmente subito un terremoto a causa del web e la maggior parte delle aziende ha trovato difficolta a spostarsi in questi nuovi canali. Una PMI che riesca a comprendere queste nuove opportunita e l’importanza di spostare, anche solo in parte, la propria offerta dall’offline all’online, ha la possibilita di accedere ad un vantaggio strategico e ad un vantaggio competitivo che potrebbe portare alla crescita dell’azienda stessa e a farla diventare un sicuro riferimento nel proprio settore locale.


Continua…